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rose antiche di Seravella

Il Giardino delle rose antiche di Seravella

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Le famose leggende dolomitiche spesso riportano come sfondo nelle loro trame i tratti caratteriali del paesaggio dolomitico fatto da morfologie sempre diverse, verticalità improvvise, contrasti di colore, ambienti vitali e mortali al contempo, sempre luminosi, anche di notte con la luna piena.
Tutti ingredienti che si sono trasferiti nella cultura delle genti che hanno abitato le Dolomiti nei millenni, frutto di un profondo rapporto con gli elementi della natura.
Famosa è la leggenda del Re Laurino che, maledicendo un roseto, simbolo narrativo del raggiro e del tradimento, tolse i colori delle rose dalle rocce, dimenticandosi però di estendere il sortilegio all’alba e al tramonto, momento in cui le Dolomiti se ne riappropriano infiammandosi nel fenomeno dell’Enrosadira.
Tornando alla realtà che ci è più familiare, oggi, al confine meridionale delle Dolomiti Unesco, sorge una villa nobiliare dove radica un roseto, per nulla maledetto, fra i più belli del Veneto. Una ricca varietà di rose antiche un tempo presenti nelle case contadine, nelle ville e nelle canoniche della provincia di Belluno, che ora si abbracciano in uno spazio armonico, circoscritto fra muri a secco e pergolati.
Siamo in località Seravella, in destra Piave ai piedi del Sistema 3 delle Dolomiti Unesco, dove si trova un complesso nobiliare con villa e rustici, incastonato su un’altura dominante il paesaggio montano circostante. Questo luogo offre prospettive inimitabili sulla Valbelluna e sul complesso del Monte Tre Pietre e del Monte Pizzocco, montagne di grande pregio ambientale, incastonate nel Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi.
La villa, risalente alla prima metà del XIX sec, è molto bella e raffinata e riporta annessi edifici rurali con stalle e fienili. La vicina casa dei mezzadri, caratterizzata da bellissime capriate lignee, ospitava l’essiccatoio dei bachi da seta.

Proprio dove soggiornarono nobili di varia provenienza, oggi prende corpo il Museo Etnografico della Provincia di Belluno, che parla dei popoli di queste montagne: delle loro musiche, delle loro fatiche, delle loro donne, delle acque sananti, degli spiriti del bosco e delle soluzioni che si dovevano produrre d’ingegno per sopravvivere e non sradicarsi da questi luoghi belli ma difficili.
Seravella, è uno scrigno di valori utili all’umanità intera, un luogo morbido dove si impara una sorta di resilienza antropologica, un luogo accarezzato dai petali di rosa.

Il Giardino delle rose antiche di Seravella: in sintesi

  • Cosa visitare: il Museo Etnografico della Provincia di Belluno.
  • Come arrivare: partendo da Belluno, Seravella si raggiunge in poco più di 20 minuti andando prima in direzione Sedico e poi Cesiomaggiore.
  • Una curiosità: il Giardino conta più di 300 rosai diversi.
  • Ci piace: per la varietà di colori e profumi che si respirano nel Giardino.

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