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Dolomiti, montagne di cristallo

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Le Dolomiti sono tra le poche montagne a portare il nome di un minerale (la Dolomite), che a sua volta trae il suo nominativo da Deodat de Dolomieu: il primo geologo ad accorgersi delle particolarità mineralogiche di queste rocce.
Ma l’etimologia delle Dolomiti non è il solo aspetto di immediato fascino di questa catena montuosa. Le rocce delle Dolomiti ci parlano di un mare tropicale che mutò la sua fisionomia nel corso di ben 50 milioni di anni durante il Triassico, nella scala dei tempi geologici primo periodo dell’era mesozoica. Furono molti gli ambienti che si susseguirono, generando sedimenti diversi che nel corso di milioni di anni sono diventati rocce, subendo processi chimici che hanno dato origine a diversi minerali (Dolomite, Calcite, Aragonite, Gesso).

Il mistero della Dolomite:
un minerale legato alla vita

Lo studio della dolomitizzazione ha ravvivato per decenni il dibattito scientifico. Gli scienziati si interrogano sulla difficoltà di replica del processo in laboratorio e sull’origine della grande abbondanza di Dolomite prodottasi in passato (soprattutto nel Mesozoico fra i 250 e i 65 milioni di anni fa) visto che, attualmente, questo minerale si forma solo in condizioni estreme e in quantità molto scarse.
La soluzione va ricercata nel ruolo che alcune forme di vita (batteri) hanno durante il processo di mineralizzazione. La Dolomite prende corpo grazie all’attività biologica. Serve, infatti, molta energia per strappare le Dolomie dalle acque dei mari tropicali triassici e farne cristalli: energia chimica, fisica e biologica… ed è proprio la vitalità biologica che condiziona la materia, anche nel microcosmo.
Il minerale di Dolomite contiene edifici atomici molto regolari con una geometria tipicamente romboedrica, fissati matericamente come reticoli cristallini. Il cristallo non è solo simbolo di preziosità e purezza, ma anche di equilibrio e precisione.
La luce accende la bellezza dei cristalli, producendo fascino e facendoci entrare in un mondo di sogno, ricordo e meraviglia. La roccia Dolomia, costituita prevalentemente da minerali di Dolomite, mantiene per questi motivi un candore e una luminescenza molto accentuate.

Come si forma la Dolomia

La Dolomia può formarsi attraverso due processi alternativi.
Nel primo processo avviene una trasformazione della Calcite in Dolomite a causa della circolazione di acque ricche in magnesio nei sedimenti primordiali. La dolomitizzazione introduce magnesio all’interno del Carbonato di Calcio (calcare) e avviene prevalentemente dove le acque dolci e salate si abbracciano.
È un processo di rinnovamento che cambia profondamente la materia in cui agisce: i segni, le strutture e i fossili custoditi dalla roccia e appartenuti a epoche anteriori vengono sostituiti dai minerali di Dolomite e spesso quasi cancellati. La dolomitizzazione opera dunque una sorta di azzeramento della storia della roccia, che la porta a maturazione.
Il secondo processo è legato invece alla formazione di Dolomia direttamente “sulla spiaggia”, prima cioè che questa venga sepolta e diventi roccia. In questo caso il minerale si forma direttamente dalle acque del mare. Questo processo è oggi molto raro mentre in passato era più diffuso.

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